ORARI PALAENROSADIRA
03/10/2017

ORARI PALAENROSADIRA

ORARIO INVERNALE dal 01/10 al 31/05          ORARIO ESTIVO dal 01/06 al 30/09
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16/11/2013

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COORDINATE GPS:  LAT. 45.441781 N              LONG. 12.060456 E
                              LAT. 45° 26' 30.412'' N       LONG. 12° 3' 37.642'' E
CORSI - CALENDARIO
25/09/2013

CORSI DI ARRAMPICATA SPORTIVA

CORSO U14
MARTEDI' E VENERDI' DALLE 17.30 ALLE 19
CORSO U20
MARTEDI' E VENERDI' DALLE 19 ALLE 20.30
CORSO BASE E AVANZATO
GIORNI E ORARI DA DEFINIRE
SCALA PER ARRAMPICATA ARTIFICIALE

Per valutare questa particolare specialità di arrampicata si fa ricorso alla scala adottata negli Stati Uniti che prevede 3 differenti scale di valutazione dell’itinerario (es.: VI 6B (5.12) A4).

(1) Impegno globale

La prima valutazione dà il tempo che si trascorre (o che teoricamente si prevede di trascorrere) in parete, fornendo, così, anche l’impegno globale della salita:

I. da 1 a 3 ore

II. da 3 a 4 ore

III. da 4 a 5 ore di molto impegnative

IV. tutto il giorno di impegno totale

V. 1 o 2 giorni con possibile bivacco

VI. 2 o più giorni in parete

VII. 2 o più giorni in parete in ambiente estremo con difficoltà su ogni tipo di terreno (avvicinamento, ghiaccio, etc.) unito a pericoli oggettivi molto elevati.

(2) Difficoltà tecnica

La seconda valutazione riguarda la difficoltà tecnica espressa con la scala francese o americana e per una descrizione si rimanda alle tabelle relative.

(3) Il terzo parametro è dato dalla valutazione secondo la gradazione dell’arrampicata artificiale che può essere:

(a) Difficoltà arrampicata artificiale classica

A0: La forma più semplice. I passaggi sono prevalentemente in arrampicata libera ma chiodi o altre protezioni intermedie (cunei, nut, dadi, cordini su clessidre o spuntoni, etc.) vengono utilizzati come appiglio o appoggio; le staffe invece non sono necessarie. Anche tenersi o farsi tenere in trazione sulla corda o pendolarsi rientra in questa classificazione. Chiodature semplici e sicure.

A1: Chiodi e altri mezzi artificiali si posano con relativa facilità e trattengono cadute lunghe. Il passaggio richiede poca forza. E’ sufficiente l’uso di una staffa o di una daisy-chain per ogni membro della cordata. Discreta difficoltà di posizionamento della chiodature.

A2: Si hanno maggiori difficoltà nella posa dei mezzi artificiali (roccia compatta, fessure cieche, roccia friabile, etc.). Il passaggio è faticoso; si svolge spesso su placche verticali lisce o leggeri strapiombi. Richiede l’impiego di 2 staffe per componente della cordata e una buona tecnica per il loro uso.

A3: Alle maggiori difficoltà presentate dalla roccia per la posa dei mezzi artificiali si aggiunge lo sforzo dovuto a posizioni scomode e precarie (tetti, strapiombi pronunciati, etc.). Necessita di almeno 2 staffe a testa e di una buona tecnica per il loro recupero.

A4: Diventa fondamentale l’uso di strumenti di progressione artificiale moderni tipo rurp, ancorette, copperhead, skyhook, cliffhanger, etc. e la progressione diviene estremamente delicata e precaria. Richiesta molta esperienza (cadute comprese).

A5: Come l’A4 ma diventa elevatissima la probabilità di strappo delle protezioni dalla parete in caso di caduta. E’ necessario piazzare a breve distanza più ancoraggi possibili ed utilizzare dissipatori di caduta. Pessima assicurazione.

(B) Difficoltà arrampicata artificiale New-Wave (tratta da Valerio Folco)

Dal 1980 in poi, la scala predente ha subito una compressione, (non è una scala aperta) tenendo come limite tecnico l’A5 e come limite teorico l’A6. Si è introdotta , in questo modo, la scala di valutazione New-Wave: l’A5 della scala tradizionale è diventato un A3+ new-wave. [Ad es. Zodiac – El Capitain Yosemite]

Accanto alla lettera "A" alcuni Autori hanno introdotto:

- la lettera "C" – Clean-aid climbing –relativa ad una progressione su tiro artificiale senza l’utilizzo del martello e solo, perciò, con protezioni piazzate con le mani (friends, nuts, cam-hooks, etc.)

- la lettera "F" affiancata alla "C" (es.: C2F) per dire che la progressione è più semplice della pura clean-aid climbing poiché lungo il tiro si incontrano molte protezioni fisse in parete

Tra le due scale A e C non esiste conflitto e le descrizioni seguenti valgono per entrambe.

A0: Richiede uso di materiale in una quantità limitata anche senza uso di staffe. Per esempio, quando si compiono brevi passaggi, tirando 2 o 3 spit o chiodi o nuts per risolvere una sezione sulla quale non si riesce ad arrampicare.

A1 o C1: Artificiale facile e piacevole. Non richiede in particolare bagaglio tecnico anche se alcuni passaggi possono risultare impegnativi. Le protezioni trattengono cadute lunghe e di norma sono facili da posizionare. Facile da salire in clean-climbing.

A2 o C2: Artificiale moderato. Si comincia a parlare di vero artificiale. Il materiale impiegato comincia ad essere specifico e qualche protezione può trattenere solo il peso del corpo. Di norma le cadute non sono pericolose.

A2+: Con questa difficoltà bisogna avere la capacita' di trovare e ricercare la direzione della via e del tiro. Al di sopra di una buona protezione ci sono da fare alcuni passaggi consecutivi su protezioni che trattengono solo il peso del corpo. Sono possibili cadute di 10 metri in una situazione di leggero pericolo. Oggi questa difficoltà è data a vie come Mescalito o Shield (entrambi ex vie di A4).

A3 o C3: Artificiale difficile. E' indispensabile ricercare, se è possibile, delle buone protezioni lungo il tiro in modo che arrestino una caduta. Le protezioni sono talmente precarie, che devono essere testate. Le cadute lunghe sono possibili (15-20 metri), ma di solito sono al riparo da gravi conseguenze. Per un buon arrampicatore ci vogliono alcune ore di lavoro per portare a termine tiri con questa difficoltà.

A3+: Come l'A3, ma con cadute pericolose, (oggi questa difficoltà è paragonata spesso all'A5 classico, cioè quello dato prima del 1980). Da questo limite in poi siamo nel regno della estrema tecnicità e complessità nel posizionare le protezioni. L' impegno dell'arrampicatore e' massimo sotto tutti gli aspetti; (ricerca della via, precarietà delle protezioni, concentrazione e calma). La capacità di giudizio è fondamentale per non ritrovarsi in una situazione pericolosa. Di solito una cengia, la faccia di un diedro o una placca appoggiata sono posizionate lungo la linea di caduta.

A4 o C4: Artificiale serio. Non si parla più di potenzialità, probabilità ecc. . Qui le conseguenze di una caduta sono gravi. La protezione che si mette è talmente precaria che bisogna pregare per rimanere su. I voli raggiungono i 30 metri e più.

A4+: Come l'A4, ma ancora più serio. I movimenti da fare sulle staffe devono essere bilanciati, controllati e morbidi. Si passano normalmente dalle 5 alle 7 ore per riuscire a terminare un tiro del genere, soffrendo per l'incertezza e la tensione. Potenziali voli mortali.

A5 o C5: E' il grado che esprime il massimo della pericolosità. Tutte le qualità che deve avere un arrampicatore, descritte precedentemente, devono essere usate con una acutissima capacità di giudizio. E' esemplare la spiegazione che segue: nessuna protezione messa lungo il tiro può trattenere una caduta anche se piccola (una lunghezza di artificiale moderno è quasi sempre attorno ai 60 metri).

A6: E' un grado teorico perché nessuno è ancora riuscito a farlo. Si tratta di salire un tiro di A5 come descritto sopra partendo da una sosta naturale fatta senza forare o migliorare la roccia e che non riuscirebbe a trattenere una caduta.



Esiste anche un’altra gradazione della arrampicata artificiale proposta-inventata da Jim Bridwell:

NBD (No Big Deal): artificiale facile senza particolari pericoli (tipo A1/A2)

NTB (Not Too Bad):artificiale che potrà prenderti del tempo ed essere leggermente pauroso, ma non veramente pericoloso se sai cosa stai facendo

PDH (Pretty Damn Hard): artificiale difficile e che ti prenderà molto tempo. Protezioni paurose per posizionare le quali avrai bisogno di molta capacità e concentrazione. Situazioni pericolose.

DFU (Don’t Fuck Up): artificiale non più difficile di PDH ma che comporta una caduta mortale o veramente pericolosa.

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