ORARI PALAENROSADIRA
03/10/2017

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25/09/2013

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SCALA TOPONIVOLOGICA

Verso la fine degli anni’90, Volodia Shahshahani, giornalista e appassionato di sci-alpinismo ha elaborato ulteriori parametri di valutazione degli itinerari definendo una scala "toponivologica", detta anche valutazione "Volo". Tale sistema utilizza fattori di:

1. valutazione della salita

2. valutazione della discesa

3. valutazione dell’esposizione

4. altri parametri di valutazione della difficoltà tecnica


1. Valutazione della salita
(o difficoltà di marcia)

Si utilizza la scala UIAA alpinistica messa a punto da W. Welzenbach, alla quale è aggiunto un grado iniziale.

R Randonnée (Gita): per terreni innevati (anche in presenza di neve dura) dove sono normalmente inutili sia la piccozza sia i ramponi

F Facile

PD Poco Difficile

AD Abbastanza Difficile

D Difficile

TD Molto Difficile

ED Estremamente Difficile

ABO (o EX) Abominevole (o Eccezionalmente Difficile)

La valutazione di marcia utilizza, per lo sci-alpinismo, le stesse denominazioni della scala di valutazione alpina, facendo però delle differenze. Nella scala "Volo", AD o D rende solamente conto della difficoltà della salita. Questa valutazione includerebbe anche altri classici parametri alpinistici come l’impegno complessivo della salita, vale a dire il grado di isolamento, l’altitudine, la lunghezza della salita e il dislivello, l’esposizione del pendio che può essere più o meno soleggiato, i quali possono avere influenza, sugli aspetti psicologici dello sciatore, soprattutto a fronte di passaggi molto delicati. Inoltre, i parametri specifici di valutazione della discesa non sono tenuti in considerazione da questa scala.


2. Valutazione della discesa

Il sistema si basa su quattro livelli di difficoltà tecnica, a cui è stato aggiunto, dalla scala "Volo", il parametro di valutazione dell’esposizione del pendio.

a.Valutazione difficoltà tecnica

E’ basata su una scala aperta con livelli da 1 a 5, che possono essere suddivisi ulteriormente in 3 sotto-livelli, es.: sci 3.1 è relativo al grado più basso del livello 3; sci 3.2 è inerente al grado di difficoltà 3; sci 3.3 è uguale al grado più alto del livello 3.

Livelli

Ski 1 livello iniziale con pendenze non superiori ai 30°, con ampi spazi di manovra. Il dislivello è inferiore agli 800 metri e non è rilevante l’esposizione del pendio.

Ski 2 Nessuna difficoltà tecnica particolare. Terreno con pendenza massima di 35 ° dove l’esposizione ed il dislivello possono iniziare ad avere rilevanza.

Ski 3 Livello di inizio del vero e proprio sci-alpinismo. Terreno con pendenza intorno ai 35° che comporta anche passaggi tecnici sino ai 40-45°.

Ski 4 Terreno con pendenza sino a 40° ma con brevi passaggi tecnici che possono arrivare ai 50° (discesa su couloirs)

Ski 5 Terreno con lunghi tratti di pendenza da 45-50° in poi.

La scala continua verso livelli di sci estremo: 5.3, 5.4, 5.5, etc.


3. Valutazione dell’esposizione

Ad iniziare dai 30° di pendenza, è impossibile arrestare una caduta su neve ghiacciata

Tra i 40° e i 45° di pendenza è impossibile arrestare una caduta su neve trasformata

Dai 50° in poi, una caduta non fermata immediatamente conduce all’impossibilità di arrestarsi, anche in neve profonda.

L’esposizione tiene conto, oltre alla pendenza del terreno, della presenza di ostacoli che possono ferire lo sciatore in caso di caduta.

Livelli

Expo 1: non vi è presenza di grossi ostacoli e l’esposizione varia in base alla ripidezza del terreno. Vi può essere un identico fattore di esposizione su una pendenza di 35° o di 55°, lunga 300 metri, che termini in una strettoia. Una caduta su un pendio di 55° avrà, quindi, le stesse conseguenze (rischio mortale) di una caduta su una pendenza di 30° ma con un’esposizione valutata di livello Expo 3.

Expo 2: a questo livello di esposizione, in caso di caduta non vi è rischio di gravi traumi o ferite. I couloirs valutati "S" appartengono a questo livello.

Expo 3: esiste un certo rischio, in caso di caduta, di finire oltre una fascia rocciosa. I couloirs valutati "S", con caratteristiche simili, appartengono a questo livello. Il rischio di caduta mortale è assai probabile.

Expo 4: terreno che provoca cadute non controllabili (molteplici capovolte e urti contro ostacoli), con rischio mortale certo.

Si noterà che la scala di valutazione dell’esposizione non prende in considerazione i rischi oggettivi. Pertanto, soprattutto sui ghiacciai si deve tenere conto anche di fattori quali: caduta pietre, seracchi, crepacci, fenditure.

Il fattore esposizione è fondamentale nello sci-alpinismo visto che ha influenza sugli aspetti psicofisici dello sciatore.


4. Altri parametri di valutazione della difficoltà tecnica

Tali parametri cercano di completare la valutazione oggettiva e di standardizzare le modalità di determinazione del livello teorico dell’itinerario, anche se le difficoltà effettive e reali di un percorso sono in funzione di diversi fattori.

I fattori "fisici"

La lunghezza dell’itinerario e l’altitudine influenzano lo stato di freschezza fisica dello sciatore, soprattutto nei passaggi più impegnativi. La continuità della pendenza: 500 metri di percorso a 45° sono generalmente più faticosi di un breve passaggio su pendenze di 55°. Un couloir stretto, con una goulotte centrale diviene più impegnativo, rispetto ad un pendio largo, poiché non si ha la possibilità di curvare a piacimento.

Inoltre, anche il morale dello sciatore può essere influenzato da fattori come il grado di soleggiamento del pendio (i passaggi in ombra possono essere più inquietanti).

Il fattore "neve"

Il manto nevoso può essere classificato in due grandi categorie:

* neve dura o compatta

* neve "profonda" (fresca, polverosa)

Il problema è quello che ognuna di queste due categorie include molti altri sottotipi di neve, i quali presentano differenti caratteristiche di sciabilità.

Per avere un’idea dell’influenza che possono avere le caratteristiche del manto nevoso sulla difficoltà dell’itinerario, viene riportata una tabella di comparazione tra la difficoltà di una percorso secondo i livelli "Ski", la pendenza del terreno ed il tipo di neve.

Pendenza

< 20°

35°

40°

45°

50°

>55°

Tipo di neve

 

 

 

 

 

 

Trasformata

1

2

3

4

5

5.4

Polverosa

3

2

2

2

3

4

Crosta

5

4

3

3

4

5

Dura

2

2

4

5

5.3

5.6

Ghiacciata

3

4

5

5.5

5.7

5.9

Fattore "meteo"

Le condizioni meteorologiche possono influenzare la qualità della neve, la visibilità (un forte riflesso può coprire eventuali asperità e ostacoli) oppure l’aumento della dispersione termica corporea (presenza di forte vento) e quindi il grado di affaticamento dello scialpinista.

Fattore "durata"

La difficoltà aumenta in base al numero di ore o di giorni (nel caso di rally scialpinistici) che comporta il percorso.

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