ORARI PALAENROSADIRA
03/10/2017

ORARI PALAENROSADIRA

ORARIO INVERNALE dal 01/10 al 31/05          ORARIO ESTIVO dal 01/06 al 30/09
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16/11/2013

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CORSI - CALENDARIO
25/09/2013

CORSI DI ARRAMPICATA SPORTIVA

CORSO U14
MARTEDI' E VENERDI' DALLE 17.30 ALLE 19
CORSO U20
MARTEDI' E VENERDI' DALLE 19 ALLE 20.30
CORSO BASE E AVANZATO
GIORNI E ORARI DA DEFINIRE
CONSIDERAZIONI FINALI

IL FUTURO

Questa dovrebbe essere l’evoluzione futura, e non più tanto teorica, visto che le recenti guide descrivono i vari itinerari secondo la nuova classificazione e di arrampicata sportiva, definita anche "valutazione estesa". Il panorama editoriale sempre più ricco di pubblicazioni alpinistiche, da un lato arricchisce la possibilità dei fruitori di conoscere e ripetere itinerari più o meno classici e conosciuti, dall’altro può rendere confusiva la lettura e il confronto delle relazioni delle vie, vista la trasformazione delle modalità di gradazione. Ne derivano, perciò, alcune discrasie tra Autori relativamente ai vari modi di intendere alcuni ‘parametri’ alpinistici. Ne consegue la necessità, a mio avviso, di creare regole standard che devono essere seguite da coloro che si approcciano a scrivere libri/guide di relazioni di vie. Se confrontiamo il tipo di descrizione seguita da alcune ultime guide e quella proposta dal pool di alpinisti, alla quale mi sono rifatto precedentemente, ne conseguono alcune riflessioni.

Innanzitutto, i parametri di valutazione sono utilizzati con un ordine contrario, ad libitum degli Autori:

Guide recenti

 

Pool alpinisti

A

Gruppo

A

B

Nome

B

Difficoltà tecnica: VI+,A0(IX)

Proteggibilità: R2

Impegno complessivo: III

Difficoltà d’insieme: ED

Valutazione

Impegno complessivo: III

Proteggibilità: R2

Difficoltà tecnica: 6a o 7c/A0

Difficoltà d’insieme: N.C.




Altra diversità che emerge è relativa alla definizione della difficoltà tecnica: in un caso viene definita attraverso la scala UIAA e nell’altro con la scala francese. Alcune guide continuano, comunque, a dare la valutazione complessiva della via secondo i parametri AD, D, TD etc. mentre altre non li utilizzano più.

Altresì, ci si trova di fronte a relazioni di una stessa via riportate da diversi Autori e si scopre che si può arrivare, mediamente, anche a più di mezzo grado di differenza nei passaggi o tiri di corda o valutazione tecnica complessiva della via. E non è poco visto che un conto è ‘gradare’ con un V+ un tiro di corda ed un altro trovarsi di fronte, nella pratica, a "quasi" un VI+. Anche questo è sicuramente un grosso scoglio da superare e tentare di omogeneizzare il più possibile: spesso mi chiedo se ciò derivi da una sottovalutazione compiuta dal ripetitore/autore dovuta all’innalzamento delle capacità arrampicatorie medie e quindi della difficoltà tecnica superabile. Visto, però, che la maggior parte di chi arrampica supera livelli medi di difficoltà tecnica, trovarsi di fronte, invece che ad un V+, un "VI abbondante" può essere addirittura pericoloso. La conseguenza logica di ciò sarà allora che, tra qualche anno, una via oggi di V grado diventerà di III grado o meglio III+ o IV-? Oppure conta anche la qualità della roccia: anni fa eccellente e oggi "‘lucida" e "unta"? E che dire di eventuali appigli che non ci sono più?

Anche l’aspetto relativo al "+" o "-" utilizzato per descrivere leggerissime, a volte inesistenti, differenze di valutazione è sicuramente molto più teorico che pratico. Che differenza esiste tra un V+ e un VI-? Un VI- è un sesto che non è un sesto grado? E un V+ è meno impegnativo di un VI- e di quanto? Allora, perché non inseriamo nella scala francese il 6a-, il 6b-, etc.? Una via di V+ è di minore lustro rispetto ad una di VI-? Forse, il numero romano VI fa più curriculum del suo antecedente V? E’ di maggiore prestigio, quindi, il VI- piuttosto che il V+, anche se la prima è chiodata bene mentre la seconda può essere più alpinistica e meno protetta?

E poi che dire quando ciascun Autore intende in modo diverso le direzioni di sinistra e destra? Nel momento in cui si possiedono molte guide diventa improponibile ricordarsi che a taluna corrisponde un "faccia a valle " e ad un'altra un senso diverso. E’ vero che sono annotazioni che si dovrebbero "studiare" prima di qualsiasi ripetizione di via anche se capita però che nell’introduzione del testo, alle volte, non si dia descrizione del pensiero dell’Autore. Vi sono anche relazioni assolutamente sbagliate o perché riportate da altri o perché studiate da lontano, magari con binocoli vari, che sicuramente non sono di alcuna utilità anzi direi "rischiose".

E’ chiaro che nella compilazione della guida vi possono essere degli errori di stesura, di stampa, dei refùsi o delle esigenze editoriali del tipo "arriviamo prima di …", ma teniamo conto che l’accuratezza della rivisitazione dei testi, degli schizzi e delle foto dovrebbe essere sicuramente molto più attenta rispetto ad un normale libro, dato che, in questo caso, non c’è in gioco solo la "vista" del lettore ma anche la sicurezza della persona. Se poi, in tutto questo ginepraio, inseriamo anche l’atavica discussione relativa all’ "etica alpinistica" e le sue conseguenze, il quadro sarebbe completo…..ma questa è un’altra puntata!

L’obiettivo di questo articolo, quindi, non è solo quello di fornire nuove informazioni sulle modalità future di valutazione delle vie ma anche di aprire una discussione, un dibattito che porti a regolamentare (e perché no a creare una commissione di controllo) in maniera sempre migliore la descrizione e la valutazione dei singoli itinerari proposti dalle prossime guide e a rivisitare le passate edizioni, al fine di creare un processo e delle specifiche tecniche che seguano non solo un obiettivo quantitativo (numero di vie contenute nella guida) ma soprattutto qualitativo, con l’obiettivo di ridurre sempre più la percentuale di errori e valutare/rivalutare al meglio la "gradatura".

Luca Bardella Viel

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